Comuni…fusi!
Sulla necessità di unificare gli enti locali
La
fusione, nell'ordinamento
statuale e nel diritto amministrativo italiano è l'unione fra due o più comuni
contigui ed è disciplinata dal Testo Unico degli Enti Locali, approvato con Decreto
Legislativo 18 agosto 2000, n.267.
Dal
1° gennaio 2014 il numero ufficiale dei comuni italiani è pari a 8.071 unità
amministrative, solo in Calabria sono 409.
Ma
servono tutti questi comuni?
Alcuni
enti locali hanno iniziato ad unificare prima gli uffici tecnici (infatti si
riscontra lo stesso tecnico in più comuni) così come il Segretario Comunale lo
si ritrova a scavalco tra più municipi, per non parlare della polizia municipale
con gli organici accorpati per territori limitrofi.
E’
bene unirsi per minimizzare i costi e massimizzare i profitti, ma di fatto pur
determinandosi in questo virtuoso proposito, non lo fanno fino a cancellare il
sindaco e il consiglio ed imporre un unificante dictator romano, a questo ci pensa la praefectura quale
organo decentrato delle amministrazioni.
Certamente
non sono i costi stipendiali del sindaco e degli assessori o i gettoni di
presenza dei consiglieri a defraudare le emaciate poste dei bilanci comunali,
ma sicuramente gli appalti e gli incarichi pubblici sono una spesa importante
che fa gola a molti politici corrotti.
Unificare
gli enti locali limitrofi, attraverso il referendum consultivo dei residenti in
questi comuni, è la sola strada maestra percorribile se si vuole seriamente
parlare di risparmio nella spesa pubblica e contestuale diminuzione delle tasse
e dei balzelli locali.
L’unificazione dei comuni rappresenta il futuro del
nostro territorio.
Da una gestione unitaria e più efficiente delle
risorse nel territorio si ricaverebbe una serie di importanti vantaggi:
trasporto pubblico locale, gestione del ciclo dei rifiuti, urbanistica,
politiche del turismo e della cultura, sono tutti settori in cui ci sarebbe
sempre più bisogno di concertazione e raccordo.
Devo
veramente credere che l’identità culturale dei comuni verrebbe messa a
repentaglio dalla fusione, quando, per converso la necessità di "unificare
le forze" renderebbe più efficace e funzionale la presenza di consistenti
Comuni all'interno di una società ben organizzata a servizio dei Cittadini?
Se
la carenza di vocazioni ha imposto allo Stato Vaticano di accorpare molte parrocchie,
la inflattiva vocazione laica di candidarsi a sindaco non subisce cali
sintomatici, per cui credo che l’unificazione e la riduzione degli incarichi
politici nei comuni sarà necessaria e transiterà non più per referendum
consultivi, ma verrà imposta per legge come peraltro sta succedendo per le
Province.

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